lunedì 12 marzo 2012

Jared Sullinger

Marzo, tempo di Madness e tornei, dove l'estivo draft NBA comincia a prender forma. Un draft 2012 dove talento ce ne è, ma il rischio bufale è dietro l'angolo, soprattutto tra i big men.
Jared Sullinger, mio osservato speciale di questa stagione, è uno di questi. 


Inizio maledicendo le notti passate a guardare partite in streaming, in quanto nella finale di Big10 persa contro MSU ieri vi è sintetizzato tutto il giocatore Sullinger, coi suoi pregi e i suoi difetti, a partire da un ruolo non ben definito in ottica NBA, un tweener tra ala grande e centro dati i suoi evidenti limiti fisici, troppo poco atletico e lento per marcare i 4, leggermente undersize per giocare 5.


Partita di ieri: Primo tempo incolore, da 1-3 dal campo, limitato dai problemi di falli dovuti alle costanti perdite di concentrazione che sono uno dei punti deboli del ragazzo.
Secondo tempo, 19 punti, 6-16 dal campo, 1-2 da 3, lampi di talento abbacinante ma in cui sono emersi altri difetti del lungo, non necessariamente disconnessi dal contesto in cui gioca.


Il tirare tanto e il tener la palla troppo ferma, a mio avviso gli interrogativi più grandi sul suo apporto offensivo in ottica NBA, portano a un grossissimo grattacapo: è Ohio State che ha bisogno di concentrare il gioco attorno a un Sullinger che tira così tanto o è Sullinger che per produrre le sue, ottime, cifre, ha bisogno di così tanti tiri?
Anche se la verità, come molte volte, sta nel mezzo, a mio avviso è più lui che ha bisogno di essere così tanto al centro del gioco, e cade quindi automatico il paragone con DeJuan Blair avanzato da DraftExpress, in quanto relegato a un ruolo di comprimario Sullinger risulterebbe un giocatore quasi inutile nella NBA.
Comparison avanzata da HoopsHype è anche quella con Kevin Love, che non regge sotto nessun altro aspetto che non siano le cifre collegiali dei due: 17 punti, 10 rimbalzi, il 55% dal campo e il 35% da tre per entrambi in carriera al college, anche se Love è uscito da UCLA dopo il solo anno da freshman. 
Altro paragone di DraftExpress, stavolta azzeccatissimo, è quello con Al Jefferson, che obiettivamente mi sembra molto simile a Jared, in quanto l'unica differenza sensibile è il range di tiro più ampio del '92 di Ohio State, per il resto talento offensivo, atletismo non dirompente, perplessità sulla difesa e tendenza a essere buchi neri combaciano quasi alla perfezione.

Nonostante non mi facciano impazzire i mangiapalloni come Sullinger, ad un'analisi anche superficiale delle comparison risulta evidente che una sua scelta nelle top5 è più che consigliabile, in quanto il suo habitat ideale in NBA è come prima o seconda opzione offensiva di una squadra. Per me la sua collocazione ideale sarebbe Toronto, andando a formare con Bargnani un pacchetto lunghi di livello eccellente, in cui entrambi potrebbero brillare senza pestarsi i piedi, essendo perfettamente complementari.



I dubbi su atletismo, difesa e tenuta mentale rimangono, i quali potrebbero scomparire andando via da Ohio State, un'ipotesi che per dovere di cronaca è sempre da esporre per quanto non lo ritenga esatto, come gli interrogativi su una sua possibile convivenza con altri lunghi d'area, come Lopez dei Nets o lo stesso Jefferson di Utah, l'unica certezza è che una squadra che punterà forte su Sullinger a giugno ci sarà.

domenica 11 marzo 2012

Agli Ordini, Bernard.

Neanche a dirlo, Bernard è il più alto.
Bernard James è una di quelle storie che solo gli States sanno partorire, di quelle che ti fanno tornare la voglia di buttare giù due righe su un blog ormai in disuso.
Bernard James è un simpatico ragazzone di 2.08 che sta giocando il suo anno da senior a Florida State, viaggiando a 11 punti, 8 rimbalzi e 3 stoppate di media, con il 60% dal campo. Guardandolo giocare si nota un giocatore solido, che quando conta fa sempre la cosa utile, che sia un blocco, un recupero o due punti, senza mai sprecare un pallone: quelle prodotte nell'anno da junior (1,5 perse a partita, 65% al tiro con solo 5.2 tiri a partita, producendo 8,5 punti) sono statistiche che sostengono la mia tesi.


La storia da raccontare dove sarebbe? La data di nascita di Bernard ci può aiutare: 7/2/1985, che all'anagrafe fanno 27.
Infatti il buon Bernard a 16 anni lascia la scuola e a 17 si arruola nell'esercito, 'un modo per guadagnare qualcosa e girare il mondo', dice lui. E nel 2003, proprio tra le mura di una caserma, scatta la scintilla con la palla a spicchi, quando a seguito di un'ordine gioca una partita in cui mette a referto 'qualche stoppata, rimbalzo e un paio di canestri', ma non solo queso, il ragazzo infatti aggiunge 'That was the first time in my life I had really done something positive, something people were congratulating me for. I just wanted more of that.'  Insomma, la prima volta che fa qualcosa di positivo nella sua vita e per la quale viene elogiato. Ne voleva ancora. 


Passa sei anni nell'esercito,con varie tappe in Iraq, fino a quando non viene notato dal coach di FSU, Leonard Hamilton, durante un torneo tra squadre militari nel 2008, che lo vuole inserire nel suo programma.
Peccato che l'NCAA stabilisca standard accademici per offrire borse di studio sportive che il nostro Bernard non ha: deve passare così 2 anni al Tallhassee Community College prendendo una laurea breve in Economia, scelta per 'capire meglio come funziona questo mondo', che lo rende eleggibile per una borsa di studio. 
Il resto è storia recente, nella stagione 2010-2011 esordisce in Division I portando Florida State alle Sweet Sixteen, mentre quest'anno ha già portato la sua università nella finale del torneo ACC battendo Duke in semifinale ieri. 


La specialità della casa: Power Dunk.
In ottica draft sembrerebbe chiaro che l'età non lo rende appetibile, ma il suo non è il normale fisico, logoro, da 27enne, in quanto a basket giocato seriamente siamo a 4 anni contando il community college, e quindi l'età diventa una risorsa. E' più maturo e allenabile del vostro normale lungo che esce dal college, ed è un giocatore grezzo ma completo, che può dare una mano su entrambi i lati del campo, anche se il bagagliaio offensivo in NBA potrebbe risultare limitato. L'ho visto giocare e mi è piaciuto tanto, non ha niente da invidiare ai vari DeJuan Blair, Maxiell, Leon Powe del titolo Celtics, e potrebbe allungare le rotazioni di squadre da titolo per i prossimi 6-7 anni.
Insomma, la storia c'è, ma il giocatore anche.



martedì 13 dicembre 2011

In Giro Per Il Week-End.

Una grande Biella di capitan Soragna in questo inizio di campionato.

Il passato week-end non è certamente stato noioso per gli amanti della pallacanestro. Sabato Biella ha battuto 83-78 le bave, grazie al suo Pullen che ha sfoderato un 19 condito da 7 assists, e per una notte è stata prima in classifica.


Notte NCAA nella quale Kentucky, precedentemente #1 del ranking, è stata battuta da Indiana grazie a un buzzer beater di Watford, top scorer dell'incontro. Questo Buzzer Beater:



Domenica grandi polemiche per l'arbitraggio ad Avellino, con la formazione irpina che si è sentita defraudata dall'arbitraggio pro Siena. Non ho visto, non giudico, riporto i fatti. Giornata in cui in Spagna il Real ha perso il derby con l' Estudiantes, mentre nel mercato nostrano Kakiouzis lascia Cremona, rimpiazzato da Tusek, appena separatosi da Caserta, e Milano vorrebbe immediatamente Alessandro Gentile, per il quale Treviso chiede 500 mila e Viggiano  pagato però dall'Olimpia: le parti sembran più vicine di quello che si possa credere.



Lakers e Clips saltati.
Nel week-end è ripresa l'NBA e il suo mercato, che presenta già un caso: CP3. Chris Paul infatti, era in procinto di accasarsi ai Lakers, in una trade a cui mancava solo l'ufficialità, che comprendeva Odom e Gasol, con il lungo spagnolo poi dirottato a Houston in cambio di Dragic, Scola e Martin. Scambio in cui i Lakers avrebbero perso taglia ma avrebbero formato uno dei back-court più forti della storia con Paul e Kobe, New Orleans avrebbe ricavato il massimo da un giocatore in scadenza, prendendo quattro ottimi giocatori, e Houston avrebbe potuto avvalersi dell'arma fratello per convincere Marc a raggiungere Pau, formando un pacchetto lunghi di tutto rispetto. Bene per tutti? Non per Stern. Ufficialmente la proposta è stata rifiutata dalla NBA, in qualità di proprietaria della franchigia di New Orleans, per motivi cestistici. Cazzata, era un win-win-win cestistico per tutti: i veri motivi sembrerebbero due. In primis una mail di Gilbert, proprietario dei Cavs, che intimava alla lega di non accettare la trade, perché sarebbe stato l'ennesimo caso di una superstar che da un 'piccolo' mercato sbarcava in uno dei 'grandi', classici, mercati, come quello dei gialloviola di Los Angeles. Secondo, dopo questo scambio, gli Hornets avrebbero visto aumentare il loro payroll, e la lega proprietaria, chiusa fino a una settimana fa per il rinnovo di un contratto collettivo problematico perché la stessa NBA denunciava grosse perdite, non poteva permetterselo.
Ufficialmente saltata anche la trattativa che avrebbe portato il play da Wake Forest sull'altra sponda losangelina, perché le richieste di Stern, ovvero aggiungere Gordon e la prima scelta dei Timberwolves ad Aminu, Bladsoe e Kaman, sono ritenute eccessive. 


Una front-court da titolo obiettivamente.
Degna di nota la firma di Shannon Brown a Phoenix, dove potrà ricoprire lo spot di guardia titolare o giocare ala piccola in un quintetto con i due play Brooks e Nash in campo, adattissimo al corri e tira dei Suns, in quanto esplosivo e capace di realizzare anche dalla distanza.
Nené rimane il pezzo più pregiato del mercato free agent, dato che Chandler è andato ai Knicks con un quadriennale da 58 milioni di dollari e i Grizzlies hanno pareggiato, o addirittura superato,  l'offerta fatta pervenirea a Marc Gasol dai Rockets.Il brasiliano è appetito dai suoi Nuggets, dalla stessa Houston e dai Nets. 

Gli stessi Nets che vorrebbero Dwight Howard, amore molto corrisposto, ma chissà se Prokhorov avrà tempo per la pallacanestro ora che ha annunciato la sua candidatura nelle elezioni di marzo in Russia, contro Putin.

J.J. Barea finisce ai Timberwolves con un quadriennale da 19 milioni, e così i Mavs, dopo Chandler finito a New York, perdono un altro comprimario fondamentale nella cavalcata al titolo della passata stagione. Dallas che ha acquisito Odom dai Lakers per il nulla, e che sta pensando di disfarsi di Brewer e del neo arrivato Fernandez per alleggerire il monte salari, dopo l'ingaggio di Vince Carter.

Due illustri vittime della amnesty clause, la quale permette alle franchigie di tagliare un contratto stipulato prima dell'odierno CBA, ovvero Hamilton e Arenas, sembrerebbero destinati a diventare pedine importanti in ottica titolo. La guardia ex Pistons sembrerebbe essere il 2 che serviva ai Bulls per essere davvero credibili, mentre Arenas sembrerebbe voler seguire il compagno e amico Howard, nel caso, che sembrerebbe molto auspicato dallo stesso centro, i Magic ricevessero offerte degne per il centro. 

giovedì 8 dicembre 2011

Quando Conta, L'Ignoranza Aiuta.

Culo? Può darsi, ma restan due punti rubati a Bilbao sullo scadere che significano Top-16. 

domenica 4 dicembre 2011

Erede.

Cambio alla guida.


Nei piani di Calhoun e del suo staff per difendere il titolo, insieme alla verticalità che da in area il super freshman Drummond, imprescindibile è che Jeremy Lamb raccolga, in un ruolo diverso, la pesante eredità di Kemba Walker. Sulla leadership e sul carisma fuori dal campo sembrano esserci più che qualche dubbio, ma sul campo sta trascinando UConn a un più che buono 7-1 piazzando ogni partita 20 punti, 4 rimbalzi, 2 recuperi e schiacciate come questa.




giovedì 1 dicembre 2011

DIO.

Bibo ha detto che dio esiste, ed è Franco Baresi. Io ribatto, che sì, esiste, ma ha la maglia numero 13 del Pana.

Per gradire un alley-oop da dietro la metà campo. 




E una partita vinta praticamente da solo.




sabato 19 novembre 2011

lunedì 24 ottobre 2011

Complimenti Caserta.





E mi trovo qui, in Scozia, a non poter scrivere nulla di più di un complimenti Caserta, perché lo streaming non era disponibile. Mi sarebbe piaciuto vedere, per provare a capire come, nonostante il pareggio a quota 65, Siena non sia riuscita a cacciare la zampata, il colpo finale, a una preda già sanguinante, raggiunta nel momento più delicato, nel palazzetto più difficile da espugnare, contro l'avversario più duro, che questa volta però, è caduto. Quindi, complimenti Caserta, complimenti coach Sacripanti. 


P.S. Excursus sul campionato: MVP di giornata Datome, con quelle cifre lì! Lasciando intravedere possibilità che non sia il prossimo 'è un fenomeno''diamoli tempo''questo è il suo anno''ormai sei un bidone'

mercoledì 5 ottobre 2011

Smettetela.





Smettetela di litigare, è chiaro dall' inizio che si concluderà con un 50/50, siete fermi a 53 e 47. Basta ascoltare i Black Eyed Peas per non dovermi mai ricordare di Bryant come un bavoso.

lunedì 19 settembre 2011

1.20.. Forse C'Era Un Perchè.

1.20 era la quota a cui la Snai dava la Spagna vincitrice dell'europeo. Non c'è da dire nulla, sono più alti, grossi, atletici, tecnici, talentuosi di tutti quanti.
Volendo proprio scrivere due righe sulla competizione,quello appena concluso è stato l'europeo della consacrazione per Batum e delle nebbie che si sono addensate sul futuro di Rubio. Malissimo l'Italia, la Grecia del cambio generazionale ha fatto bene, la Serbia si aggrappa al talento del mio idolo Teodosic, fallimento Lituania e poi, chiaramente, un plauso a questa gigantesca Macedonia.



Il perché dell' 1.20.


giovedì 15 settembre 2011

Grazie Di Tutto.

La Macedonia, alla seconda partita pronosticata, manda in fumo tutto quello che avevo scritto nel post precedente e quindi non resta che ringraziarli.


Ma Bo Lester non scherza mica. E allora ora non si può non simpatizzare per la cenerentola, per una squadra che ha in Mekkaleb, come si scriverebbe il suo cognome macedone, un leader assoluto, un Pero Antic vero totem, un utile Samardiziski, un Vojdan Stojanovski bella sorpresa e un Vlado Ilievski che gioca sempre e segna quando conta.
Giocano una bella pallacanestro fatta di gioco di squadra alternati a sprazzi individuali di giocatori come il play americano e il globetrotter neo-Efes, che possono piazzare una giocata decisiva in qualsiasi momento della partita, ma sono anche in grado di far girare la squadra e armare le mani di Stojanovski e Antic.

martedì 13 settembre 2011

Previsioni Europee.

Benché non ne azzecchi mai nemmeno uno, mi piace tanto fare i pronostici. Quindi proverò ad analizzare la fase finale dell' Europeo.
Sembrerebbero troppo forti per tutti.




Quarti di finale.


SPAGNA-SLOVENIA. Chiaramente SPAGNA. Sono semplicemente meglio.


MACEDONIA-LITUANIA. Tristemente LITUANIA. Mi sono sempre piaciute le cenerentole, ma in casa avversaria la Macedonia non sembrerebbe avere nessuna speranza di vincere. A meno che Bo.....


FRANCIA-GRECIA. Direi GRECIA. La Francia è meno organizzata e più talentuosa, ma gli ellenici giocano insieme, bene e hanno individualità di altissimo livello.


RUSSIA-SERBIA. RUSSIA, purtroppo perché non si vedrà più Milos, ma direi che i russi in questo momento sono anche aiutati dagli dei della pallacanestro, li va davvero tutto bene.


Semifinali.


SPAGNA-LITUANIA. La SPAGNA è davvero troppo forte, anche per i padroni di casa, ma occhio a Jasi, che ha chiesto all'altissimo una possibilità di giocarci ancora contro per batterli.


RUSSIA-GRECIA. La RUSSIA per me arriverà imbattuta all'altare sacrificale della finale con gli spagnoli, ma questa semifinale mi sembra addirittura più incerta della prima




FINALE




SPAGNA-RUSSIA. Si tratta di essere realistici, la SPAGNA non può perdere.


martedì 6 settembre 2011

Congedo Con Disonore

Dubbi su Coach P. lontano da Siena.
Perdiamo anche contro Israele, chiudendo penultimi il, seppur secondo tutti difficile, girone di qualificazione. La primissima constatazione è che, il nostro girone, a parte la Francia, era abbordabilissimo, con la Serbia peggiore degli ultimi dieci anni, la Germania che oltre a Nowitzki, Kaman e Benzing non aveva nulla nulla, con i play che han faticato a passare la metà campo quando l'Italia pressava, Israele e Lettonia che senza gli NBA sono squadrette.


La prima nota positiva è che sembreremmo aver trovato un play, Hackett, per altro 23enne, che può guidare la nazionale per almeno altri nove, dieci anni, che attacca e si sbatte, migliorasse il tiro sarebbe ottimo, il Mago ha fatto canestro e gli si chiede questo, Gallinari a parte una partita e mezzo è sembrato obiettivamente un fenomeno e, volendo allargare il giro, lasciano sperare anche i buoni risultati dell'under 20 e dell'under 18.
Principale Indiziato.
Insomma, il futureo sembra roseo, o meglio si intravede una luce in fondo al tunnel, ma il presente è nerissimo: fuori dalle prossime olimpiadi, non abbiamo un 5 di ruolo e dobbiamo aggrapparci alla speranza che Tessitori non deluda in futuro, Maestranzi è imbarazzante. E poi il capitolo Belinelli, che ieri nella rimonta è stato a sedere, ed è comunque sempre apparso molto svogliato e ha fatto anche poco canestro, anche se ogni volta che attaccava il ferro succedeva qualcosa, o cambia atteggiamento o può starsene a casa per il bene di tutti. E chi mi conosce sa che potrei piangere mentre scrivo queste cose, ma è la verità, Belinelli ha fatto più danni che altro.


L'analisi tecnica di questo fallimento non può non partire da una difesa fragile e un attacco che è sembrato poco fluido, imbrigliando nel gioco a metà campo giocatori adattissimi a correre in contropiede o giocare in transizione. E su questo Pianigiani dovrebbe lavorare molto, perché sarebbe fondamentale per la sua Italia snaturare il credo cestistico che prevede una rigida organizzazione tattica per lasciare più spazio all'inventiva dei singoli giocatori.
Capitolo a parte anche quello del tecnico, che sembra abbastanza mediocre lontano dalla sua Siena, non da un'identità precisa a una squadra che cambia rotazioni ogni partita, che non ha uno straccio di gioco in attacco e che difende senza unità d'intenti, e in questi casi la colpa non è mai solo dei giocatori, anzi.


Fenomeno.
Finita la disamina di questa disastrata nazionale, non ci (mi) resta che ringraziare mamma e papà Teodosic per averci regalato questo Pozzecco versione serba che adoro e per la cui tifo da oggi, forza Serbia, ma soprattutto forza Milos.

martedì 30 agosto 2011

COGLIONE.

Non sei mai stato troppo intelligente, ma uccidere una 22enne, per giunta con quattro figli, per sbaglio, mentre cercavi di farti giustizia da solo per un furto risalente ad aprile, mi sembrava troppo anche per uno con i tarli nel cervello come te. Spero solo che adesso buttino la chiave, Javaris.

martedì 2 agosto 2011

Onore Anche A Loro.


Per le emozioni, positive e negative, che hanno regalato, e per il cuore e le prestazioni messe in campo, anche loro meritano un plauso, importa poco che non sia arrivata una medaglia, perché se la dea bendata non ci avesse tolto il miglior realizzatore, della squadra e del torneo, sicuramente una medaglia non ce l'avrebbe tolta nessuno.
Imbrò.
Hanno battuto la strafavoritissima Polonia ai quarti senza il miglior realizzatore, quell'Amedeo Della Valle che tanto avrebbe fatto comodo sia in semifinale che nella finalina quando l'attacco era sterile e aveva bisogno di una invenzione, con solo Imbrò e, poche volte, Monaldi che hanno provato a caricarsi la squadra sulle spalle, laddove sono venuti alla luce tutti i limiti di Tessitori, che passa poco volentieri la palla e si intestardisce spesso, restando comunque, col compagno di club, il miglior prospetto under 18 italiano.


Chillo.
Degno di nota Chillo, che non ha fatto mai mancare il suo approccio, e che somiglia tanto tanto a Polonara, con la stessa capacità di leggere e aiutare in difesa, magari meno esplosivo, ma sicuramente più affidabile in attacco.


Honorable mention per le difese di Magrini e Pascolo.


Piccola chiosa finale sugli assenti: perché Turel, che ha fatto delle finali nazionali u17 incredibili, non c'era? Perché Candussi, che è mezzo gradino sotto Gentile, Tessitori e Imbrò per futuribilità, non c'era? 


L'idea è comunque che l'anno prossimo si possa fare di meglio, e, se Saric decidesse di fare l'u20, credo che i favoriti per l'anno prossimo siano proprio i '94 italiani, con i già citati Imbrò, Tessitori, Turel e Candussi,  aiutati dai senesi Rovere e Bianconi, oltre al virtussino Landi, che sono tutti 7 giocatori di livello altissimo. 

lunedì 25 luglio 2011

Abbiamo Un Futuro. E Non E' Melli.

A mio avviso il vero MVP.
La Spagna vince meritatamente l'europeo under 20, avendo compiuto un percorso netto che solo noi abbiamo provato realmente a interrompere, sia nel girone che in finale.


Ieri sera quando è finita la partita la prima sensazione è stata rabbia, per un arbitro che ha deciso di essere protagonista quando il folletto De Nicolao ha provato a caricarsi tutti sulle spalle con 7 punti consecutivi a 5 minuti dalla fine, ma questo cervellotico grigio ha impedito una rimonta possibile con due fischi imbarazzanti contro il play padovano e Gentile. Del resto l'europeo si giocava in Spagna.




Mirotic
Però dopo pochissimo capisco che Franch era troppo, troppo utile per essere vero, troppo forte senza strafare, semplicemente troppo anche nei numeri: 19 punti, 5 rimbalzi e 7(!!) assists nella partita più importante della sua carriera, a 20 anni, senza sentire apparentemente pressione. Poi c'è stato Mirotic, fenomenale, scelto all' ultimo draft NBA, che sembrava un adulto coi bimbi, anche se la mia sensazione è che senza Mirotic la Spagna avrebbe vinto comunque, mentre senza il play di Badalona sopra citato non ci sarebbe riuscita.




Passando a un argomento più caro a noi, parlo dell' under 20 italiana. 
Inizio col dire che Ceron avrebbe dovuto stare a casa e si sarebbe dovuto portare Negri, chiaramente il miglior '91 dopo De Nicolao della scorsa B1, che avrebbe potuto alternarsi con Vitali come specialista difensivo su Franch, oltre a costituire un altro pericolo in attacco potendo alleggerire così la pressione difensiva su Gentile e Moraschini.


I più pronti per giocare da subito, con discreti risultati in serie A, mi sono sembrati Moraschini, De Nicolao e Gentile. 
Il primo e il secondo sono già adesso, senza paura di essere smentito, meglio di Gailius e Poeta, giusto per citare due giocatori di una squadra a me mooolto simpatica (ma anche no).


Capitolo Gentile: leggendo ieri l'ultima frase di un articolo spagnolo di presentazione della finale mi sono reso conto che è vero, cestisticamente o si ama o si odia, non ci sono vie di mezzo. Bene, io lo amo, però mi rendo tranquillamente conto che ha ancora tanto da migliorare, in primis, ed è normale a 18 anni con quel talento lì, deve imparare ad aspettare la partita senza strafare, imparare ad aspettare il suo momento, che per forza di cose arriverà, soprattutto in una squadra come l'under 20 azzurra dove lui è il leader indiscusso. Deve inoltre migliorare il tiro da tre e i tiri liberi, ancora troppo discontinui. Però detto questo, quella faccia di cazzo, quel talento e quei centimetri (198) non si insegnano, e i primi due sono una chiara eredità di papà Nandokan.


Passando ai lunghi ci sono state una bella sorpresa e una cocente delusione. Prima la brutta notizia, come consuetudine, ed è Melli, che seriamente era più buono a 16 anni che adesso, che per quanto lo pompano  non è nulla di speciale, che a parte i quarti di finale non è mai stato un fattore, che è chiaramente peggio della sorpresa-non per me- dell' europeo, ovvero Polonara. 


Non per tirarsela ma a gennaio, tra le speranze per il 2011, avevo inserito il desiderio che a Polonara fosse data una chance in nazionale maggiore da Pianigiani, perché è buonsissimo e a mio avviso non dovrebbe mettere su nemmeno tutta questa massa, in quanto l'agilità e la verticalità che ha con questo fisico sono due delle sue migliori qualità.


Chiosa finale per quello che secondo me è il lungo di questa nazionale più futuribile, ovvero Baldi Rossi, che si è dimostrato un fattore nel secondo tempo con la Francia e nel primo con la Spagna, ma che, se gli avessero garantito il minutaggio di Melli, sarebbe stato decisivo, soprattutto offensivamente, e sarebbe stata una valvola di sfogo utilissima per avere una dimensione rispettabile sotto canestro e qualche tiro in più in area pitturata.






COMPLIMENTI A QUESTI RAGAZZI.

sabato 2 luglio 2011

Draft NBA.

First Overall Pick: Irving.
Finalmente sto per trattare del draft svoltosi il 23 giugno al Prudential Center di Newark.
Già un idolo.
Partendo cronologicamente, nessuna sorpresa nelle prime due scelte, con Irving alla prima e Williams alla seconda. Dalla terza iniziano le stranezze, Kanter preso da Utah, data per innamoratissima di Knight, e che toglie così il vero obiettivo alla 4 per i Cavs, che sorprendono tutti scegliendo Tristan Thompson, con l'idolo Vesely ancora disponibile.


Steal Of The Draft.
IL PIU' SOPRAVVALUTATO: THOMPSON ALLA 4.


IL PIU' SOPRAVVALUTATO II: BIYOMBO ALLA 7.


IL PIU' SOTTOVALUTATO: MOTIEJUNAS ALLA 20. 


IL PIU' SOTTOVALUTATO II: KNIGHT ALLA 8.


PROBABILI SORPRESE DAL SECONDO GIRO: SELBY A MEMPHIS (49), MACK A WASHINGTON(34), HONEYCUTT E THOMAS A SACRAMENTO (35 E 60), SINGLER A DETROIT(33) E PARSONS A HOUSTON(38).
Rimbalzo, specialità della
casa


SQUADRA CHE SI E' MEGLIO MOSSA: DENVER. Aveva bisogno di mestieranti e li ha presi: Faried, gran rimbalzista, 12° nella storia NCAA, e Hamilton, esterno con punti nelle mani, ma da ben 7.7 rimbalzi a partita.


SQUADRA CHE SI E' PEGGIO MOSSA: CHARLOTTE. Biyombo mi sa di Olowokandi II, e Walker, per quanto lo ami, fa scopa con Augustin, del quale è mille volte più forte, ma meno esperto.


HONORABLE MENTION: Kings, al secondo giro due ottimi giocatori.


Postilla finale necessaria per Detroit, che specie considerando le scelte, 8 e 33, ha preso due fenomeni, come Knight e Singler, ma in ruoli già coperti da Stuckey, Prince e Jerebko. 



Isaiah Thomas, un centesimino da buttare lo punterei
su di lui.



martedì 14 giugno 2011

ONORE A QUESTI MAVS.





In verità il primo commento che mi verrebbe fuori è 'Lebron, SUCA', perché ora non ha più quelle finte scuse dei compagni scarsi, offesi da una figa senzapalle mangiapalloni con ottime doti atletiche. Non voglio infierire sul pajaz, e quindi mi limito ai complimenti a Dallas, che ero sicuro volesse vendicare i 5 anni di notti insonni di Terry, Nowitzki e Cuban, e che ha giocato da squadra nei primi 4 incontri e da squadra con un gran bel basket nelle ultime due gare della serie, con Nowitzki, Kidd e Terry che dan sempre una bella mano come individualità.


Abbiamo già in tasca l'anello.  XD
I complimenti a Wade, che in faccia a chi ancora credeva che LeBron fosse meglio di lui, ha piazzato una gran serie e dei gran playoff, trainando la carretta e lasciando poi il palcoscenico al giullare da Akron in molti frangenti prima di queste finals, e che nella serie finale ha provato a mettersi in spalla una squadra che non lo ha mai aiutato con costanza.






MA GRAZIE, GRAZIE MILLE MAVS, PER NON AVER FATTO VINCERE L'ANELLO A QUEI PAGLIACCI.